La scuola è finita | Me-Ti newsletter #11
«Gli studenti di oggi non hanno voglia di fare niente!» Cinque letture per capire cosa si nasconde dietro il dibattito sul “calo del livello”.
Questa newsletter di Me-Ti è dedicata interamente alla scuola pubblica. Abbiamo tradotto il saggio “a puntate” scritto dall’APED (Appel pour une école démocratique), il collettivo belga nato nel 1995 che raccoglie docenti, pedagogisti ed esperti del settore e che “si batte per il diritto di tutti i giovani ad accedere alla conoscenza, che favorisca la comprensione del mondo, e alle competenze che consentano loro di agire in modo autonomo e di costruire il proprio destino, sia individuale che collettivo”.
Gli articoli che presentiamo sono a corredo di un’inchiesta di 150 pagine pubblicata in Belgio e in Francia nell’ottobre 2023 dal titolo: “Il livello si abbassa?” La ricchezza dello studio non sta solo nella mole di dati, ma nella prospettiva strutturale, di classe, in una parola materialista, degli autori, che smontano pezzo per pezzo il senso comune diffuso dalla destra reazionaria e borghese sulle cause del fenomeno.
1. Calo del livello: mito o realtà?
Tino Delabie / APED
Prima puntata della serie. Delabie parte dai dati per interrogarsi sul “calo del livello”: è un fatto reale o una narrazione? E soprattutto, di quale “livello” si parla, e a chi serve costruire questo allarme?
2. Come siamo arrivati a questo punto?
Olivier Mottint / APED
Seconda puntata: Mottint analizza l’impatto dell’economia capitalista sulla scuola, sia sul lato della produzione che del consumo. Il risultato è una scuola sempre meno capace di formare cittadini critici e sempre più funzionale al mercato.
3. Il “livello” è un concetto reazionario?
Nico Hirtt / APED
Terza puntata: Hirtt affronta il nodo politico della questione. Il “livello” è un tema che appartiene solo alla destra, o anche la sinistra dovrebbe interrogarsi sulla qualità dell’istruzione pubblica?
4. Le condizioni dell’ambizione
Nico Hirtt / APED
Quarta e ultima puntata: la conclusione del ragionamento. Il “livello” non è un dato neutro, ma una posta politica. Hirtt individua le condizioni materiali e culturali necessarie perché una scuola possa essere davvero democratica e ambiziosa per tutte e tutti.
Abbiamo visto “D’istruzione pubblica”, ecco cosa ne pensiamo
Me-Ti
Infine, una nostra recensione del documentario di Melchiorre e Greco sulla scuola pubblica italiana, D’istruzione pubblica, uscito nelle sale in questi mesi con un piccolo ma significativo successo. Cosa dice della scuola italiana e quali prospettive ci lascia intravedere?
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